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Okinawa: nella parte ovest dell'isola ci sono alcune delle più famose spiagge: Moon beach, Manza Beach e Okuma Beach. Manza Beach è la più popolare e si trova a circa 1 ora e mezzo da Naha. Non perdete la vista di Monza-Mou, famosa per la barriera corallina.
Ishigaki: metà dell'isola è ricoperta da montagne. Ci sono molti campi di canna da zucchero. Le zone costiere sono coperte da splendidi coralli.
Miyako: l'isola più famosa per il diving. Chi ama le immersioni non può farsela sfuggire. Per raggiungerla è necessario 1 ora di aereo da Naha.
Taketomi: è una piccola isola a 10 minuti di traghetto da Ishigaki. Splendide spiagge e fiori variopinti colorano l'isola insieme ai caratteristici tetti color arancio.
Iriomote: la seconda isola più grande. L'isola è coperta da foreste tropicali e subtropicali ed è conosciuta come la "terra misteriosa del Giappone". Qui vive anche una specie unica di gatto selvatico conosciuto proprio col nome di Gatto di Iriomote. Per queste sue caratteristiche selvagge e uniche Iriomote si è guadagnata il soprannome di Galapagos d'Oriente.
Kume: splendide spiagge, tra cui Eef Beach. A Kume è possibile intattenersi con windsurf, sci d'acqua ecc. Per raggiungerla ci vogliono circa 30 minuti di aereo o 3 ore e mezza di traghetto da Naha.
Yonaguni: piccola isola a soli settanta migia da Taiwan. Quando il tempo è buono e il cielo terso è possibile scorgerla. Qui si cela una misteriosa "città sottomarina", uno dei luoghi più suggestivi per gli amanti del diving e non solo.
Alcune delle migliori spiagge
- Emerald Beach - Motobu-cho, Okinawa
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foto> okinawa photo gallery
Un po' di storia...
Regno delle Ryukyu

Il regno delle Ryukyu era un tempo un regno indipendente. Nel 1372 divenne stato tributario dell'Impero Cinese, mentre nel 1609, il feudo di Satsuma, sull'isola di Kyushu, ne prese il possesso. Questo mise i sovrani delle Ryukyu in una difficile condizione: dovevano, infatti pagare tributo sia alla Cina che al Giappone.
Nel 1879, il governo Meiji annunciò l'annessione delle Ryukyu al Giappone. Per un lungo periodo le isole Ryukyu furono occupate dalle truppe statunitensi (dal 1945) e restituite al Giappone solo nel 1972.
Il castello di Shuri rappresentò la residenza reale del regno delle Ryukyu: esso era contemporaneamente centro governativo e sede religiosa del Paese. Il complesso sorge nell'attuale Naha, capitale e maggiore città della prefettura di Okinawa. La data esatta di costruzione è sconosciuta, ma le rovine più antiche datano la fine del XIV secolo. Andato distrutto numerose volte, il recupero del monumento è stato ultimato solo nel 1992. Nel 2000 il castello, insieme ad altri gusuku (fortezze) è stato inserito nell'elenco Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Goya-Chanpuru

La cucina di Okinawa rappresenta qualcosa di differente. Considerato il suo "isolamento geografico" e la sua storia, anche la cucina riflette un forte senso di appartenenza alle due culture di riferimento: Cina e Giappone. L'alimento base dell'isola è il maiale. Gli abitanti di Okinawa preferiscono la cottura saltata in padella che definiscono "chanpuru". Il miglior piatto è il Goya-chanpuru, un misto di maiale, melone amaro (goya) e un tofu tipico dell'isola.
Awamori - Habushu

Durante il vostro soggiorno a Okinawa non potete non assaggiare l'acquavite locale, ovvero l'Awamori. Questo alcolico (da 30 a 60%) deriva dalla distillazione del riso. Solitamente viene servito diluito con acqua. In modo particolare è da assaggiare lo Habushu, un tipo di awamori, servito da una bottiglia sul cui fondo giace un serpente velenoso Habu avvolto a spirale.
Eisa - Matsuri
Questo festival celebra la nascita dello stile della musica e danza Eisa che viene suonata per onorare gli antentati dell'isola. Squadre composte da più di 100 persone cantano, danzano e suonano percussioni accompagnati dallo sanshin.
Musica

La musica folk tradizionale di Okinawa si differenzia da quella del resto del Paese. Solitamente è accompagnata dallo Sanshin, uno strumento a tre corde, precursore dello Shamisen. Le corde sono bianche, eccetto ad Amami, dove sono gialle. Tradizionalmente si suona con un plettro posto sul dito indice. Ad Amami si usa suonarlo anche con un lungo plettro di bambù.